Piano Editoriale Social: cos'è, a cosa serve e come crearlo
Pubblicato da Alberto del Grande in Web & Social · 12 Gennaio 2026
Tags: Social, Media, Marketing;, Piano, Editoriale
Tags: Social, Media, Marketing;, Piano, Editoriale
Il primo articolo dell'anno non può non riguardare la pianificazione strategica dei contenuti dei canali social e di tutte le attività di comunicazione e promozione della tua attività, vero?
Vero che prima di iniziare a pubblicare foto a casaccio, stai pianificando con logica, strategia e obiettivi?
Sì, ne sono certo, se no perché saresti arrivato qui?
La prima grande differenza tra una gestione social approssimativa e una professionale è proprio questa: dal piano editoriale parte la strategia che attueremo durante l'anno.
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Che cos'è il Piano Editoriale?
Il piano editoriale (per gli amici PED) è il documento che ti guiderà per attuare la strategia definita in partenza, prima di iniziare a pubblicare foto e scrivere caption.
Una volta fatta l'analisi preliminare e definita la strategia social 2026 (in questo caso), andremo a indicare obiettivi, formati, target e argomenti.
A completare l'opera ci sarebbe poi il Calendario Editoriale (CE), che serve a guidarci nel quando e dove pubblicare, ma la verità è che ormai consideriamo già tutto nel PED, quindi saranno presenti anche data, ora e piattaforma nello stesso documento.
L'importante è ragionare sempre in quest'ordine: piano editoriale, che definisce e guida l'applicazione operativa della strategia di social media marketing definita e successivamente passeremo ai dettagli di pubblicazione.
In sostanza, il piano editoriale è una visione globale di quello che è e sarà la comunicazione online, mentre il calendario è la parte più pratica e ultima, che precede la pubblicazione.
Chiaro che anche alcuni di questi aspetti vanno considerati in fase di pianificazione, esempio: se seguo un ristorante so che a Pasqua probabilmente farà il pranzo, di conseguenza già nella prima fase terrò in considerazione questo aspetto.
A cosa serve il Piano editoriale?
A non perdersi.
La risposta da copywriter, in stile essenziale e minimalista è questa.
Sono fasi del lavoro: prendo un cliente, lo intervisto, faccio studio e analisi, definisco e gli propongo una strategia a gennaio e… scommetti che se non avessi un PED ben definito, a luglio starei andando a seminare granturco anziché andare avanti per la direzione scelta a inizio anno?
Primo: realizzare il piano editoriale fa sì che la concentrazione sia tutta lì e quando, mese per mese, dovrò pensare ai contenuti da pubblicare, non dovrò fare altro che affidarmi al documento stilato in partenza.
Ciò significa che potrò dedicare le energie al 100% nella realizzazione dei contenuti senza dovermi occupare di pensare troppo al cosa, perché, ecc.
Ma soprattutto non perderò la via maestra!
Poi è chiaro che un minimo di elasticità ci vuole sempre, perché durante l'anno potrebbero avvenire dei cambiamenti che sarebbe stupido ignorare, ma le basi, l'obiettivo, la strada, rimarranno invariati.
Oppure se vediamo che dopo tre mesi un tipo di contenuto non porta nulla, possiamo (anzi dobbiamo) capire come migliorare l'attività social.
Anche perché è l'unico modo per stabilire, a fine anno o progetto, se quello che volevamo fare lo abbiamo realizzato o meno.
Gli obiettivi principali che possiamo seguire sui social per il marketing digitale della nostra attività sono:
- Awareness
- Lead generation
- Conversioni
L'Awareness è la conoscenza e divulgazione del brand e dei suoi prodotti o servizi. Serve a rafforzare la presenza online.
La Lead generation è l'acquisizione di contatti, ovvero iniziare a raccogliere l'interesse di un potenziale cliente o, meglio ancora, ricevere i suoi dati, in modo da avere poi un canale diretto per la vendita.
Le conversioni sono la ciliegina sulla torta: la vendita effettiva del prodotto o servizio che proponiamo. In realtà le conversioni possono essere anche legate alla lead generation: se porto un utente a iscriversi alla mia newsletter ho appena convertito. Possiamo dire quindi che quando un utente compie un'azione da noi proposta, siamo nel bel mezzo di una conversione.
La conversione è ciò che trasforma un utente da lettore di passaggio a persona realmente interessata, che fa quel passettino in più verso di noi.
Attenzione che è facile cadere nella tentazione di puntare solo alle conversioni, ma non è così che funziona. Se il cliente annusa che ogni post che vede è una tentata vendita, si stanca e se ne va.
Tutto va dosato con il giusto equilibrio.
Come si costruisce un Piano Editoriale di successo?
La creazione del PED, come detto all'inizio, è la prima azione da compiere dopo l'analisi e la strategia. Senza aver fatto quelle, non si parte.
Una volta scelta la strategia definisci:
- Canali
- Strumento
- Target
- Argomenti
- Obiettivi
- Calendario
- Contenuti
- Monitoraggio
- Strumento
- Target
- Argomenti
- Obiettivi
- Calendario
- Contenuti
- Monitoraggio
In sostanza, questo è il tuo piano editoriale.
CANALI
Scegli su che social andrai a pubblicare i tuoi contenuti, in base al tipo di attività (es. B2B o B2C) e di pubblico che hai definito.
STRUMENTO
Decidi dove creare il tuo Piano Editoriale. Puoi avvalerti di vari tool o software, da Excel a Word o strumenti di Google come Fogli. Scegline uno, fai delle prove e valuta quello su cui ti trovi meglio e sei più agile.
TARGET
La definizione chiara delle persone a cui ci rivolgiamo è uno degli aspetti più importanti. Non puoi parlare da avvocato se vendi tavole da skate.
Ogni contenuto parla a qualcuno di specifico.
ARGOMENTI
Decidi quali saranno i macro argomenti sui quali ruoterà la tua comunicazione, dopodiché per ognuno scendi nel dettaglio e trova delle sottocategorie più specifiche.
OBIETTIVI
Devono seguire il principio S.M.A.R.T. (Specifici, Misurabili, Attuabili, Rilevanti, Temporali) ovvero non essere generici, ma chiari e soprattutto misurabili. È l'unica via per sapere, quando raccoglierai i dati, se hai fatto centro o no.
CALENDARIO
Giorno, orario, piattaforma: tutto ciò che riguarda la pubblicazione effettiva dei contenuti. Fondamentale per rimanere costanti e puntuali.
CONTENUTI
Media, testi, grafiche e tutto quello che compone il tuo post. Non dico che siano vietati, ma cerca di limitare al minimo quelli riempitivi. Devono essere un'eccezione. Rara. Punta sempre alla qualità.
MONITORAGGIO
Alla fine di ogni mese, guarda come sono andati i contenuti, Studia i dati e, se necessario, correggi il tiro dove non sei andato benissimo.
Ripeti.
Per convertire devi conoscere la scrittura persuasiva
Piano editoriale social: la tua guida
La definizione di una strategia di social media marketing e la realizzazione di un piano editoriale sono quello che fa la differenza tra il buttare tempo, energie e denaro sui social o, al contrario, usarli al massimo delle loro potenzialità.
Il lavoro di Social Media Management è sì creativo, ma richiede anche tanto studio, capacità di valutazione e analisi dei risultati.
Come Social Media Manager ti affianco o posso occuparmi di tutte le fasi, dalla strategia alla pubblicazione, lasciandoti tutta la tranquillità di dedicarti al tuo lavoro.
Se hai domande, contattami.
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