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Perché non dovresti comprare follower

Alberto del Grande
Pubblicato da in Lavoro ·
Tags: socialnetworkcomprarefollower
Il grande dibattito, la forte tentazione di molti possessori di account sui social (in particolare Instagram): comprare i follower, sì o no?
Sia che si abbia un profilo personale o aziendale, quest'idea balena nella mente di molte persone.
Ti dico la mia (non solo mia, in realtà), a modo mio.

LE SCORCIATOIE

Parto facendoti un esempio: due maratoneti stanno correndo lungo la loro strada, a un tratto uno dei due, quello al seguito, si accorge che sulla destra si può imboccare un sentiero che taglia di parecchio il tracciato, portandolo con minor fatica in netto vantaggio su chi lo precede(va). Ovviamente il nostro furbastro lo fa, non tanto per imbrogliare, quanto per battere di netto l'avversario in testa e far parlare di sé.
Che gran successo! Pubblico, stampa e avversario rimangono allibiti dalla potenza di questa nuova giovane promessa. Il nostro corridore furbo è su tutti i giornali.

Un mesetto dopo si corre una seconda maratona. I corridori partono e la sfida è sempre tra i nostri due. Stavolta però, alla nota nuova promessa, va male: non c'è nessuna scorciatoia e deve competere realmente contro l'avversario.

Chi vincerà? Chi ha vinto accorciando il percorso verso il podio o chi ha percorso tutta la lunghezza, pur perdendo, e continuando ad allenarsi onestamente?
La risposta è ovvia.

Ecco che anche i social network (metaforicamente) fanno sudare e si può scegliere la via lunga, onesta e organica o la scorciatoia dell'acquisto.

Chi non vorrebbe? Con pochi euro si possono comprare follower, like, visualizzazioni e ci si aprono milioni di possibilità. Se poi non le sappiamo gestire non importa. O se non reggiamo il volume di richieste da parte di follower comprati (che probabilmente di richieste non ne avranno). È un po' la gavetta digitale.



ORGANICO È MEGLIO

Sappiamo bene entrambi che è l'occasione a fare l'uomo ladro, ma l'efficienza reale arriva sempre dalla dedizione, dalla costanza e dall'allenamento.
Il follower organico è quello reale. Quello che ti ha visto, a cui sei piaciuto/a e che ha scelto volontariamente di seguirti, di mettere like, salvare foto e commentare. Quegli altri, quelli comprati, sono dei “mercenari” e con molte probabilità nel tempo abbandoneranno un profilo a cui non sono interessati.
Ricorda un'altra cosa: chi è esperto, che non a caso è anche chi decide di investire in questi mercati, sa riconoscere in fretta se hai preso la scorciatoia o meno.
Pensi di essere interessante per un brand che punta all'influencer marketing e vede un profilo chiaramente cresciuto a forza di comprare follower? Diventa quasi una dichiarazione di povertà di contenuti ricorrere a questo stratagemma.

Potrai pensare che stia tirando l'acqua al mio mulino, e un po' magari è vero, ma se c'è gente che passa ore a studiare, ricercare, testare su queste piattaforme, non ti viene da chiederti come mai lo fanno anziché passare i pomeriggi al parco e, semplicemente, comprare follower ai propri clienti? Si risparmierebbero un mare di lavoro. Non trovi?

Ognuno usa le proprie strategie, io sono per la costanza e la perseveranza, che sono le armi di chi poi diventa davvero forte in quello che fa. Se vuoi prendere scorciatoie non so come aiutarti, ma se vuoi ragionare sul lavorare sodo alla tua pagina, scrivimi qui.



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