Se non leggi non scrivi - l'importanza della lettura - Alberto del Grande - Alberto del Grande

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Se non leggi non scrivi - l'importanza della lettura

Alberto del Grande
Pubblicato da in Scrittura creativa ·
Tags: scritturacreativaleggere
    
“Mi piace scrivere, ma non amo leggere”, oppure, “Adoro scrivere caption, ma non leggo niente”: frasi come queste si sentono spesso.
So bene che la questione è divisa in due, però io sono dell'idea che scrivere senza leggere sia come suonare uno strumento senza ascoltare musica.

Al di là della tecnica

Prima della questione tecnica, a mio avviso, ce n'è una ben più importante, ovvero la questione passionale.
Il primo dei motivi che dovrebbe spingere un individuo a scrivere dovrebbe essere proprio l'amore innato per la letteratura, prima di tutto.
Se guardo il mio percorso, mi rendo conto che ho cominciato leggendo libri per bambini, poi mi sono innamorato delle parole nelle canzoni e, dopo ancora, mi sono appassionato profondamente alle più svariate letture.
La conseguenza più logica, seguendo una cronologia simile alla precedente, è stata quella di cominciare a compilare diarietti segreti coi pensieri di un fanciullo, scrivere canzoni e cominciare a scrivere racconti, romanzi e, solo alla fine, articoli per il web (per altri. Per me li scrivevo già anni fa).
È questo che intendo, e qui lo chiedo sinceramente a chi la vede diversamente:
come si fa ad avvicinarsi alla scrittura se non si ama leggere quella degli altri?
Senza avere dei “maestri” di stile?

Nelle letture ci emozioniamo, ci riconosciamo nei personaggi, e gli stili dei nostri narratori diventano un po' anche il nostro modo di pensare e scrivere, o il nostro piccolo sfogo per ciò che non abbiamo il coraggio di essere.  
Entriamo nelle loro vite e viceversa.



La tecnica

Tralasciando studi e analisi, a mio avviso, non c'è niente di meglio che chili e chili di libri sui ripiani delle nostre librerie, nella sezione “letti”, per cogliere realmente le tecniche, gli stili, i trucchi e, perché no, anche sciogliere dubbi grammaticali o di sintassi.
Che ne so: sono in difficoltà con la punteggiatura di un dialogo? Uno di quei momenti in cui le dita si annodano tra frasi lunghe e tempi contorti? (Anche solo per alleggerire il lavoro di un/a povero/a editor futuro/a) Vado a vedermi come si muove un maestro dei dialoghi nei suoi libri.
Leggere, poi, aumenta di parecchio il nostro bagaglio linguistico senza che ce ne accorgiamo, perché l'atteggiamento non è quello dello studio, ma è un momento piacevole, e il cervello diventa più attivo e ricettivo.

Insomma, la lettura è la via maestra per la scrittura.
Scrivere non può prescindere dal leggere.





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